2021-06-18

Un mese fa, l’ufficio di TUT.BY ha subito l’incursione da parte del Dipartimento di investigazioni finanziarie. I proprietari e i dipendenti sono stati arrestati ed è stato aperto un procedimento penale. Oggi è stata divulgata la notizia della richiesta del Ministero degli Interni della Bielorussia di riconoscere i contenuti del portale, nonché i post sui social, estremisti. Il 3 giugno 2021 il dipartimento ha inviato la rispettiva istanza al tribunale del distretto Tsentralny di Minsk, il processo si svolgerà il 24 giugno.

TUT.BY ritiene che in caso il tribunale dovesse prendere una tale decisione, questa colpirebbe duramente anche gli utenti del portale. In 20 anni della sua esistenza, milioni di persone hanno condiviso le pubblicazioni del portale, ad esempio, sui social o sui forum. Se tali post non venissero rimossi, potrebbero essere riconosciuti come distribuzione di materiale estremista, poiché rimangono disponibili su Internet, nonostante fossero stati pubblicati 10 anni fa. In tal modo, praticamente qualsiasi utente potrebbe essere processato in qualsiasi momento.

Inoltre, il riconoscimento di TUT.BY come estremista rappresenta un’enorme minaccia per la maggior parte degli altri media e siti web del Paese, che hanno spesso ripreso o citato i materiali del portale. Anche i media statali, compresi i mezzi di stampa e i canali TV, facevano riferimento a TUT.BY. Chiunque ne sia coinvolto potrebbe essere processato per la distribuzione di materiale estremista e i media non graditi potrebbero essere chiusi.

Dall’inizio delle proteste nell’agosto 2020, i giornalisti in Bielorussia, come anche i rappresentanti dei media esteri, continuano a subire forti pressioni da parte delle autorità: vengono picchiati, arrestati, contro di loro vengono aperti procedimenti penali, gli viene negato l’accredito. Il ministro degli Esteri della Bielorussia, Uladzimir Makei, ha spiegato il motivo per cui è stato negato l’accredito ai giornalisti della TASS a Minsk, che in precedenza avevano lavorato a lungo nel Paese. Lo ha giustificato con il fatto che non soddisfano i requisiti per i giornalisti stranieri in Bielorussia.